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Critica

"Enigmatiche realtà di un ASTRATTO pittorico, di valenza geometrica, intrecciano le fantasie creative di Maria Pia Malerba, artista che ama riportare
sulla  tela il sogno impossibile dell'Evasione e della LIBERTA'.
Immagini di difficile lettura, certo! ma dense di significato.
L'artista sintonizza il suo estro creativo sul messaggio intimistico, condotto con naturalezza nel misterioso universo irreale, dove abita la sua anima."

Prof. Vincenzo Abati


"La pittura astratta di Maria Pia Malerba non nasce  casualmente, ma scaturisce da una rigorosa disciplina artistico filosofica, capace di conferire 
alle  opere significati profondi non convenzionali. 
Quanto detto è percepibile solo da un’osservazione attenta,  sostenuta da curiosità indagatrice e predisposizione dell’osservatore a scoprire la realtà 
nell’apparente libertà epressiva dell’astazione. 
Nell’opera di Maria Pia , si fondono, ben amalgamate  esperienze estrapolate dalle poetiche dell’informale, dell’astrattismo e del costruttivismo, 
che, organicamente convergono dando vita ad un linguaggio estetico persuasivamente  originale. La sua visione astratta del reale è solidamente 
costruita grazie ad una perfetta simbiosi materia-colore . 
Elementi, questi, ai quali l’artista affida la stuttura dell’opera, che, risulta sempre equilibrata  nella forma colore e spazio. 
Tuttavia l’equilibrio forma colore non modifica la  vitalità gestuale, al contrario è proprio questa che lo consolida  caricandolo  di sottili trame 
di concettualità liberatoria. Sostanzialmente l’astrazione  è nel suo fare arte un punto fermo del processo creativo,  idoneo a visualizzare e a dare 
voce a istanze proprie dell’arte contemporanea. 
Istanze che trovano  appropriate risposte in opere di largo respiro, dove, il colore crea e visualizza una realtà  interiore carica di componenti oniriche. 
Nella sua opera, attraverso lacerazioni della materia e contrasti cromatici è facile decodificare messaggi di grande valenza affidati ad un linguaggio
estetico non  epidermico ma profondo e di notevole spessore culturale."

Prof. Nicola Cesari